Marche 2024

 

 

 

Cari Amici, eccoci ancora qui con la nostra inesauribile volontà di passare qualche giorno assieme ed in buona compagnia. Penso sicuramente, che qualcuno di voi, vedendo la destinazione di questo viaggio, resti un po’ sorpreso per il fatto che potremo già aver visitato qualche luogo qui proposto. Potrebbe essere, ma dopo alcuni decenni che si è gira in lungo ed in largo c’è un alto rischio di ripassare per strade già percorse e luoghi già visti, ma rivederli da un altro punto di vista e plasmati dal tempo, potrebbero essere una nuova riscoperta.

Comunque sia in questo viaggio visiteremo luoghi di alto interesse turistico e culturale, iniziando da PESARO, Capitale della Cultura 2024, FANO storica cittadina fondata dai romani in riva al mare, URBINO una mèta imperdibile del rinascimento e città natale del genio della pittura: Raffaello. Visiteremo ANCONA il capoluogo della regione Marche, storico porto sull’Adriatico e poi le arcinote Grotte di FRASSASSI, un ecosistema di grotte sotteranee, tra le più famose in Italia. Concluderemo l’ultima parte del nostro viaggio a RECANATI, la patria del poeta Giacomo Leopardi.

Per chi è interessato potrà richiedere il programma

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PESARO

Pesaro si trova a nord delle Marche, si affaccia sul Mar Adriatico ed è la seconda provincia più abitata. La città viene attraversata dal fiume Foglia e si trova fra due colline: San Bartolo, Parco Naturale Regionale, e l’Ardizio. Pesaro è conosciuta anche come “la Città della Musica” ma anche come” la Città della Bicicletta”, il primo perché diede i natali al famoso compositore Gioachino Rossini e il secondo perché ha una vasta rete di piste ciclabili estesa su tutto il territorio. Inoltre, nel 2017 ha ottenuto dall’UNESCO il riconoscimento di Città Creativa per la musica, avendo avuto come motivazione della candidatura proprio l’impegno nella diffusione, promozione e rivisitazione della musica rossiniana.
La città fu fondata dai Romani e il suo centro presenta la tipica struttura a croce suddivisa fra Cardo e Decumano, intorno alla quale si sviluppa il centro storico ricco di rilevanti reperti archeologici romani, mura medievali, palazzi rinascimentali. Uno dei simboli della città è la Sfera Grande del famoso scultore Arnaldo Pomodoro che i cittadini di Pesaro chiamano amichevolmente, la “Palla”.
Pesaro si è candidata a Capitale Italiana della Cultura 2024 indagando la “natura della cultura”, questo era il titolo del dossier. Lo ha fatto per immaginare con i suoi cittadini “la città che non c’è, dai quartieri ai borghi del territorio circostante, ponendo i legami tra arte, natura e tecnologia alle radici di un nuovo concetto di cultura diffusa.

 

FANO

L'antica Fanum Fortunae, situata alla fine della Via Flaminia, è ancora viva nelle mura della città e, soprattutto, nella porta d'ingresso: l'Arco di Augusto. La Fano di oggi è una città di mare e il mare è l'elemento che più di ogni altro ha lasciato tracce negli usi e costumi locali. In particolare, i sapori della città sono strettamente legati al mare: tra i piatti tipici della tavola fanese c'è il "Brodetto alla fanese" (zuppa di pesce), la rustita e non va dimenticata la bevanda tipicamente fanese a base di caffè, rum, anice e brandy chiamata "Moretta", che veniva bevuta da marinai e pescatori nel porto per riscaldarsi prima di salpare con le loro barche. Fano però, è famosa anche per il suo Carnevale, il più antico e dolce d'Italia: carri allegorici che attraversano il centro e raggiungono altezze di oltre 15 metri, maschere, costumi e sfilate trasformano ogni anno la città in una festa diffusa che coinvolge abitanti e visitatori con il tipico lancio dei dolciumi. Tra le manifestazioni ed eventi da non perdere troviamo anche: Passaggi Festival, il festival della saggistica e del libro, il Brodetto Fest, festival di risonanza internazionale che celebra il piatto della tradizione fanese, il Fano Jazz by the Sea, una intera settimana dedicata a concerti Jazz con ospiti ed artisti da tutto il mondo e la Fano dei Cesari, una rievocazione storica romana che coinvolge l’intero centro storico ed i suoi abitanti attraverso la lunga sfilata per le via della città e la famosa corsa delle bighe.

 

URBINO

Tra la valle del Metauro e la valle del Foglia, nelle colline marchigiane che si affacciano verso il Mar Adriatico, sorge la città di Urbino, uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui conserva ancora oggi il fascino artistico e l'eredità architettonica.

Adornata da edifici in pietra arenaria e circondata da una lunga cinta muraria in cotto, Urbino è una città d'immensa ricchezza storica e artistica. Da semplice borgo divenne la “culla del Rinascimento” e, ancora oggi, passeggiando per il suo centro storico se ne respira l'aria quattrocentesca.

Nel 1998 Urbino si è guadagnata l’onore di entrare nella World Heritage List dell’UNESCO per esser stata un punto d'attrazione per i più illustri studiosi e artisti del Rinascimento da ogni parte d’Italia e del Mondo e aver influenzato il progresso culturale nel resto dell’Europa, riuscendo a mantenere quasi intatto il suo eccezionale complesso urbano.

La storia di Urbino affonda le proprie radici nell’epoca romana, quando per la sua importante posizione strategica fu dotata di solide mura e divenne una città fortificata. Il periodo di massimo splendore di Urbino è legato però al Quattrocento, grazie all’apporto di Federico di Montefeltro.

In quegli anni d’oro Urbino acquisì quell'eccellenza monumentale e artistica che le permise di estendere la propria influenza al resto d'Europa. La città diventò una magnifica corte principesca ospitando il meglio che la cultura umanistica rinascimentale italiana potesse offrire in quel momento: Piero della Francesca, Luciano Laurana, Leon Battista Alberti e Giovanni Santi, padre di Raffaello.

L’ultima grande stagione di Urbino di splendore artistico e culturale si deve a Clemente XI, che finanziò lavori di ristrutturazione di vari palazzi, chiese e monasteri della città subito dopo la sua elezione al soglio pontificio nel 1701.

 

GROTTE di FRASASSI

 

Le Grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi (certificato con la Carta Europea del Turismo sostenibile) nel comune di Genga, in provincia di Ancona. La scoperta delle Grotte di Frasassi risale al 25 settembre 1971 ad opera del gruppo speleologico del CAI di Ancona. Nel 1972 viene costituito dal comune di Genga e dalla Provincia di Ancona il Consorzio Frasassi con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare il complesso delle Grotte di Frasassi. All’interno delle cavità carsiche si possono ammirare delle sculture naturali formatesi ad opera di stratificazioni calcaree nel corso di 190 milioni di anni grazie all’opera dell’acqua e della roccia. L’acqua, scorrendo sul calcare, discioglie piccole quantità di calcare e cadendo a terra, nel corso di uno stillicidio che dura millenni, le deposita e forma delle concrezioni di notevoli dimensioni e di forme a volte anche curiose. Queste si dividono in stalagmiti (colonne che crescono progredendo dal basso verso l’alto) e stalattiti (che invece scendono dal soffitto delle cavità). Le forme e le dimensioni di queste opere naturali hanno stimolato la fantasia degli speleologi, i quali dopo averle scoperte le hanno “battezzate” denominandole in maniera curiosa; tra le stalattiti e le stalagmiti più famose ricordiamo: i “Giganti”, il “Cammello” e il “Dromedario”, l’”Orsa”, la “Madonnina”, la “Spada di Damocle” (stalattite di 7,40 m di altezza e 150 cm di diametro), “Cascate del Niagara”, la “Fetta di pancetta” e la “Fetta di lardo”, l’ ”Obelisco” (stalagmite alta 15 m al centro della Sala 200), le “Canne d’Organo” (concrezioni conico-lamellari che se colpite risuonano), il “Castello delle Streghe”. All’interno delle grotte sono presenti anche dei laghetti in cui ristagna l’acqua dello stillicidio e dei “pozzi”, cavità cilindriche profonde fino a 25 m che possono raccogliere l’acqua o convogliarla verso piani carsici inferiori. La visita della grotta ha una durata di 70 minuti. I gruppi sono accompagnati da guide professionali fornite dal Consorzio Frasassi. Il percorso è lungo 1.500 metri; è ben attrezzato e facilmente accessibile. La temperatura interna è di 14 °C costanti.

 

ANCONA

Crocevia di culture millenarie e straordina­rio amalgama di architetture e stili, Ancona vi conquisterà con il suo porto indaffarato e caotico, la decadente magnificenza dei palaz­zi medievali, il fascino orientale delle chie­se bizantine e le tracce della storia antica so­pravvissute alle bombe della seconda guerra mondiale. Ma non sarà amore a prima vista. Perché per apprezzare davvero Ancona do­vrete far sedimentare per bene i colori, i pro­fumi, le immagini e le emozioni che vi inve­stiranno non appena ci arriverete. Se non lo farete, rischierete di rimanere incastrati nel­ le profonde contraddizioni di questa città, in bilico tra le sublimi bellezze (come l’Arco di Traiano di Ancona, una vera chicca) che nasconde e gli incomprensibili scivoloni a cui si abban­dona.

Non lasciatevi scoraggiare se troverete qualche museo chiuso, aree arche­ologiche desolate e chiese in restauro. Go­detevi piuttosto la vivace Piazza del Plebi­scito, circondata dai locali dove si tira tardi tutte le notti; il panorama mozzafiato dalla splendida Cattedrale di San Ciriaco, ad Ancona una vera istituzione; i porta­li goticheggianti del centro e l’elegante Pas­setto, con le incredibili grotte che d’estate si trasformano in un divertente e frequentato villaggio vacanze sull’Adriatico. Impossibile poi, aprire la mappa di Ancona senza segnare tra le cose da vedere uno dei pilastri turistici della città: il Duomo di Ancona, appunto, incredibile esempio di architettura medievale. Poi scende­ te nei vicoli alle spalle del porto, tra l’odore pungente del mare, i polverosi magazzini tra­ boccanti di merci e le trattorie dove per se­ coli si sono incontrati commercianti prove­nienti da ogni angolo del Mediterraneo: An­cona vi si svelerà così in tutto il suo contra­ stante fascino. Nel Teatro delle Muse, Ancona risplende in uno dei campi in cui è maestra: lo spettacolo. E non è un caso che questo teatro sia uno dei più innovativi e all’avanguardia dell’intero Centro Italia.

 

RECANATI

Recanati è la città natale del maggior poeta italiano dell’Ottocento, Giacomo Leopardi.
Qui, tutto parla di lui e della sua ispirazione poetica: il palazzo dove nacque che conserva le sue “sudate carte”, la casa di Silvia, il colle de L’Infinito.

Le splendide vedute sulla campagna, l’eleganza del borgo, le notevoli opere d’arte che vi sono custodite fanno di Recanati una tappa irrinunciabile di ogni viaggio nelle Marche. A due passi dal mare di Porto Recanati e della riviera del Conero.

 

Il “natio borgo selvaggio” di Leopardi (1798-1837) vi incanterà per la sua felice posizione su un colle molto panoramico, ma anche per i bei palazzi e il bel camminamento lungo le mura, su cui si può passeggiare e godere della vista del mare.

Molto interessante è la visita della casa natale di Leopardi, un palazzo tutt’ora abitato dai suoi discendenti: si vedono le stanze dove è cresciuto, l’elegante biblioteca con rari volumi dello “studio matto e disperatissimo”, la sua stanza che si affaccia sulla più modesta casa di Silvia, la giovane figlia del suo cocchiere della quale era invaghito.

Nel paese c’è il luogo che ha ispirato al poeta la sua poesia più nota, L’Infinito: è l’orto del monastero di Santo Stefano, in cima a un colle a pochi passi da casa Leopardi, riaperto al pubblico nel 2019 grazie al FAI. Trovate anche la piazza de Il sabato del villaggio e la torre de Il passero solitario, quella di Sant’Agostino.

A Leopardi si deve la presenza a Recanati del Centro Mondiale della poesia, ospitato nel convento di Santo Stefano e il Centro Studi Leopardiani creato nel 1937 per stimolare ricerche e riflessioni sull’opera del poeta che viene celebrato il 21 marzo, in occasione della giornata mondiale della poesia e in giugno con un festival a lui dedicato.

Da vedere a Recanati anche la Cattedrale di San Flaviano, il museo civico di villa Colloredo Mels, una pinacoteca che espone quattro importanti opere di Lorenzo Lotto, e il museo dell’Emigrazione marchigiana che documenta, con storie e testimonianze, la diaspora dei 700mila che hanno lasciato la regione in cerca di fortuna.

Altro cittadino illustre di Recanati è stato Beniamino Gigli, uno dei più applauditi tenori lirici del XX secolo. Nel teatro Persiani, all’interno della Sala dei Trenta, a livello del terzo ordine di palchi, in sua memoria è stato ricostruito il suo camerino e nel museo Beniamino Gigli vi sono conservati costumi di scena.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

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