Ladro chiama i Carabinieri.

 

E’una serata piovosa d’autunno, come sempre dopo cena, Gino e la moglie si mettono davanti alla televisione. Nerina, la moglie, è lei che ha il monopolio del telecomando, che peraltro le serve a ben poco, infatti lei guarda quasi sempre il canale della televisione locale, mentre Gino ha sempre avuto la passione per le parole crociate, da sempre il suo passatempo preferito, come del resto per altri milioni di italiani, lui si spreme le meningi sulla Settimana Enigmistica, che secondo lui è l’unico settimanale serio, degno di essere acquistato non solo per giochi, enigmi e passatempi, ma soprattutto senza l’ombra dell’insopportabile pubblicità. Ma non sempre Gino riesce a finire il cruciverba che inizia e spesso il sonno lo vince, così sia rivista, ma anche matita scivolano dalle sue mani e lui entra nel mondo dei sogni.

“Svegliati Gino! Stanno parlando in tv di una cosa importante che riguarda tutti!”

L’uomo pigramente apre gli occhi e mormora:

“Cosa dicono di così importante? Ti hanno aumentato la pensione?”

“No, no, stanno parlando dei controlli di vicinato, cosa fare e non fare, praticamente su come comportarsi nel caso di persone sospette e cosa fare con gli eventuali ladri.”

Lui pigramente gli risponde:

“Praticamente stanno dando l’incarico alle persone oneste che dopo aver lavorato tutto il giorno, devono anche vigilare la propria casa, come fosse una novità! Sono più di vent’anni che la politica se ne frega della sicurezza dei cittadini e delle loro case.”

Risponde il marito ancora mezzo addormentato.

 


“E se magari, per disgrazia ti trovi i ladri in casa, sapresti come comportarti?”

Nerina sembra molto interessata sull’argomento, ma lui ha le idee chiare nonostante la sonnolenza, così le risponde:

“Se vengono dentro casa mia, entrano sì come ladri, ma escono sotto forma di polpette!!”

Con il suo fisico, alla Bud Spencer, sicuramente c’è da credergli, infatti dall’alto del suo metro e novanta con 90 chili di stazza, un suo cazzotto può far male molto più di un anno di galera.

Non è certo un palestrato Gino, non ha mai avuto nessuna necessità di questi lussi moderni, i suoi muscoli si sono sviluppati nel cantiere edile dove si è allenato per più di quarantanni, non certo con il tapis roulant o la cyclette, ma con il piccone, badile, carriola, sabbia e cemento ed anche se adesso è in pensione da poco tempo, si tiene sempre in movimento dedicandosi all’orto ed altri piccoli lavori.

La moglie è molto interessata all’argomento e vuole che anche lui segua ciò che dicono, ma Gino non ha certo voglia di ascoltare, quelli per lui, sono i soliti quaraquaqua e così decide di alzarsi dal divano e farsi un giretto fuori, attorno alla sua casa, come del resto fa ogni sera prima di andare a letto.

Nerina cerca di trattenerlo sul divano, ma è fatica sprecata e lei lo sa, lui odia la televisione, che per lui, trasmette solo disgrazie e tante idiozie per gente che non riesce a pensare con la propria testa, come sua moglie, però se ne guarda bene dal dirglielo, mai scherzare con il fuoco e questo lui lo sa da sempre.

Gli piace girare attorno alla sua casa che gli è costata una vita di lavoro e sacrifici, sia per lui che per la moglie Nerina. Tirare su una famiglia, fare studiare i figli non è poi cosi facile come sembra. Se hai fortuna e la salute te la godi un po’, altrimenti sarà quello che sarà, nessuno a questo mondo sa come andrà finire, ma almeno hai lavorato per i tuoi figli. Comunque lui si sente fortunato e realizzato, non ha tante pretese se non quelle di vivere in santa pace.

Alla sera prima di andare a letto gli piace uscire ad osservare il cielo, in modo particolare quando è sereno. Per lui il cielo stellato, con una bella luna argentata è uno spettacolo meraviglioso che non ha eguali e quando la temperatura lo permette si siede sul muretto del giardino a farsi le domande che si fanno tutti: chi ha fatto o come si è formata questa meraviglia che ogni notte si offre all’umanità?

Ma questa sera, non può tanto osservare il cielo perché una fastidiosa pioggerellina continua a scendere. Gino si sente inquieto e si guarda intorno con circospezione, dopo aver sentito uno strano rumore proveniente dal retro della casa, dove si trova l’orto ed il garage.

Con calma si avvia verso il retro della casa, ma sembra che non ci sia niente di strano, tutto tranquillo come sempre, ma stranamente la porta a fianco del garage è semiaperta che di solito è sempre chiusa, così ritorna sui suoi passi ed entra in garage, accende la luce e……in un angolo vede una persona con una sciarpa che gli nasconde il viso e naturalmente il cappuccio che copre il resto. Gino non crede ai suoi occhi, questo qui è entrato in casa sua, chissà con quali intenzioni, sicuramente quella di rubare. Lentamente si avvicina al ladruncolo il quale velocemente estrae dalla tasca del giaccone un coltello con una lama che sicuramente è più di dieci centimetri, ma Ginone si avvicina comunque all’uomo, non gli fa certo paura quel coltello tenuto in una mano tremolante, chiaro segno che l’intruso è spaventato dalla robusta presenza del padrone di casa, che l’ha pescato durante il suo lavoro.

Ma non appena Gino si avvicina all’intruso, costui lancia a terra il coltello in chiaro segno di resa, Gino lo raccoglie e guarda il coltello e lo appoggia in uno scaffale del garage dicendo:

“Questo me lo tengo io per tagliare il salame, ora vediamo chi sei.”

Gli si avvicina, gli abbassa la sciarpa e gli alza il capuccio e osserva il malcapitato che avrà circa vent’anni, due occhi neri e spaventati, di statura mingherlina. Gino gli chiede come si chiama e cosa è venuto a fare a casa sua, ma il poco eroico ladruncolo non apre bocca, e allora gli dice:

“Visto che tu non parli, parlo io. Sai cosa ho detto a mia moglie solo cinque minuti fa? Che se i ladri entrano a casa mia escono solo sotto forma di polpette! Ed io sono uno che ha sempre mantenuto la parola e penso che te ne darò una dimostrazione pratica, che ne pensi?”

Ma visto che il ragazzo non vuole saperne di aprire bocca, lo prende per un braccio e lo trascina per qualche metro e lo spinge dentro ad uno stanzino che funge da cantina:

“Stai fermo qui, non ti muovere e soprattutto non toccare niente, visto il lavoro che fai.”

E dà alla porta un giro di chiave e si mette a pensare sul da farsi.

Gino è un tipo bonario, accomodante, non ha mai litigato con nessuno e tanto meno ha mai alzato le mani verso qualcuno. Certo che ha appena detto al furfantello che ha rinchiuso in cantina come lui tratta i ladri, ma dal dire al fare come si sa c’è di mezzo il mare e lui proprio non se la sente proprio di prendere a cazzotti quel giovane briccone.

In fin dei conti è solo entrato in casa sua, non ha fatto niente di grave, il massimo che avrebbe potuto fare sarebbe aver spaventato sua moglie, se lo avesse scoperto lei. Intanto il tempo passa e non sa cosa fare e pensa anche di chiamare i carabinieri che se lo porteranno via e naturalmente lo rilasciarenno subito come succede sempre.

Quel ragazzo là rinchiuso ha bisogno di una lezione che gli faccia capire che non è certo una bella cosa entrare nelle case della gente onesta in questo modo, ma come?

Intanto la moglie nota che è più di mezz’ora che l’uomo si è alzato dal divano per uscire a fare il solito giretto serale, la moglie si preoccupa un po' così esce anche lei per vedere dove si è cacciato il marito e lo trova vicino all’entrata del garage che si sta passando le mani sulla pelata.

“Cosa fai ancora qui?”

“Ssss….fai silenzio, in cantina ho chiuso un ragazzo che ho trovato nascosto qui in garage.”

“Ma è un ladro? È armato? È violento?”

“E’ un ragazzo giovane, gli ho preso il coltello che teneva in mano. Sto pensando cosa fare…”

Intanto si sente il ladruncolo che si mette a parlare in cantina ad alta voce, così marito e moglie si avvicinano alla porta per ascoltare:

“Pronto, carabinieri. Mi hanno sequestrato e minacciano di uccidermi. Fate presto!!”

La moglie assale il marito come una belva:

“Sei sempre il solito, se seguivi il programma del controllo del vicinato alla televisione, avresti saputo cosa fare in questo momento, invece di continuare a odiare la televisione!!”

“E cosa dovrei fare secondo te, marescialla?”

“Liberalo subito, accidenti, prima che arrivino i carabinieri, se no in galera ci vai tu! Non puoi richiudere nessuno, nemmeno un ladro e se esce di lì si fa male dentro la nostra proprietà dobbiamo anche pagargli i danni. Svegliati che è ora! Lascialo andare.”

E cosi nella testa di Gino risuonano improvvisamente i titoli dei giornali e dei telegiornali: ladro risarcito perché trattenuto dal proprietario- ladro cade dal terrazzo, condannato il derubato – orafo spara ai ladri, condannato al risarcimento-.

L’uomo non ci pensa due volte, apre la porta della cantina dove aveva rinchiuso il giovinastro e lo invita in modo cordiale ad uscire. Una volta fuori dalla provvisoria cella la moglie di Gino gli si avvicina e con la mano gli leva la polvere rimasta sul giaccone, gli sistema il cappuccio e controlla che sia tutto a posto, proprio come fa con il marito quando deve uscire.

I padroni di casa accompagnano sottobraccio e con l’ombrello il furfantello, facendo ben attenzione che non inciampi nei gradini che portano all’uscita del cancelletto che dà sulla strada provinciale e fintanto che arrivano all’uscita, Gino in cuor, suo non riesce a credere a quello che sta facendo, in questo pazzo paese oltre al timore dei ladri che ti vengono in casa, hai molta più paura della legge che dovrebbe difenderti e tutelarti.

Una volta arrivati all’uscita della loro proprietà Gino e Nerina, lasciano l’uomo, dicendogli:

“Sei stato fortunato! Non solo non sei diventato una polpetta, ma ti lasciamo anche andare. Non farti più vedere da queste parti. Vai, sparisci!”

Il balordo fa qualche passo e poi si gira verso Gino:

“Tu sei fortunato che non ti denuncio per sequestro di persona e anche per furto, ti sei tenuto il mio coltello per tagliare il salame!!”

A sentire questo Gino si infiamma, gli si avvicina, ora sì che è deciso a trasformare questo ladro di galline in una polpetta, ma il giovane è più svelto e se la dà a gambe levate. Dopo un po' si ferma e si gira verso Gino e la moglie, li fissa con aria di sfida e alzando il dito medio al cielo nella loro direzione e rapidamente riprende la corsa inghiottito dall’oscurità della notte.

Povero Gino, Poveri noi, Povera Italia.


 

 

 

 

 

 


 

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