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Gli anni passano.........il ricordo resta.

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  Sono passati sette anni da quel 15 agosto 2013, giorno in cui è mancata serenamente la professoressa Elena Garavoglia. La triste notizia è giunta da Milano nel bel mezzo di una calda giornata d’estate ed una profonda tristezza ha invaso tutte quelle persone che l’hanno conosciuta, perché la signora Elena anche se viveva a Milano, era molto amata dalla nostra comunità che lei sentiva come sua, infatti ella non mancava mai di esternare il suo grande affetto per il paese di Molino, non solo perché ha dato i natali alla sua mamma, ma anche perché da giovane ci veniva spesso con i genitori e i fratelli, che ora ha raggiunto nell’immensa pace celeste.  Moglie e mamma esemplare, insegnante appassionata, ha saputo trasmettere a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla saggezza e serenità. Il suo atteggiamento, il suo modo di porsi, quel suo stile di parlare di argomenti importanti, in modo semplice, asciutto e soprattutto sincero, riusciva a catturare l’attenzione di ...

La Casa dei Maestri.

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Un pomeriggio caldissimo, quello di Domenica 12 luglio 2015, che non ha certo scoraggiato le moltissime persone che si sono date appuntamento nella stretta Via Sottoriva di Molino, per partecipare allo scoprimento della targa in marmo posta sulla Casa dei Maestri.     Sono passati cinque anni dalla quella indimenticabile e torrida domenica di luglio, che ha sancito in modo definitivo che quella leggendaria casa, conosciuta in tutto il paese di Molino come quella che era la Casa dei Maestri, dopo questa festosa cerimonia lo sarà per sempre, in modo perenne e con la targa in marmo posta sulla facciata principale dell’edificio ne tramanderà nel tempo la memoria. Lo scoprimento della targa.   La lunga storia della Casa dei Maestri è strettamente collegata alle vicende delle famiglie Centomo – Garavoglia, note soprattutto per le sue forti attitudini verso l’insegnamento, infatti molti componenti di questi casati sono stati maestri, professori e che il de...

Ciao, sono Corona....

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Ciao, sono Corona, ma non il simpatico scapigliato alpinista e scrittore Mauro di Erto, ma sono il Coronavirus, detto anche Covid 19. Certo che sarai stupito che un virus ti scriva e proprio qui in queste pagine, ma se l’ho fatto è per un preciso motivo. Intanto ti dico subito perchè mi sono rivolto a queste pagine del Giramondo ValleChiampo che ho trovato in internet: ho letto giramondo e immediatamente ho deciso di inviare qui le mie riflessioni in quanto anch’io sono un giramondo e, non certo per vantarmi, ma penso che io l’ho girato molto di più di chi legge su queste righe, infatti ho lasciato e sto lasciando le   tracce del mio passaggio in tutto il mondo. Si, si, lo so che ne hai da dirmi, ma lasciami la possibilità che anch’io possa spiegarmi e soprattutto chiarire molte cose che i vostri “luminari” non hanno capito e dubito molto che mai le capiranno, ti prego, permettimi questo, penso che anche tu sai che da sempre si lascia esprimere un ultimo desiderio anche...

Non solo un'affresco.

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 Da ben diciotto anni,   l’affresco rappresentante la vecchia casara di Molino che si trova sulla parete del Centro Culturale Molino, affacciato sulla strada, guarda il via vai di ogni giorno, ma se lui vede tutti,   pochi sono coloro che lo osservano, sarà perchè è lì da molto tempo diventando per questo parte integrante del luogo e quindi come tutte le cose che si vedono tutti i giorni   non sono più una novità,   evaporano dalla nostra attenzione e non hanno più nessun tipo di richiamo. Ma anche le cose più insignificanti hanno la loro storia e sarebbe bello sentire il perché e come in molti dei nostri paesi, sono state fatte tante belle cose, da cosa è nata l’idea, come si è realizzata. Sarebbe anche un modo per riconoscere l’impegno delle tante persone che ogni giorno si impegnano per valorizzare il proprio territorio Ma vediamo ora come è nato l’affresco della “vecchia casara” al Centro Culturale di Molino. Nell’autunno dell’anno 2001 il...