Da cliente a inserviente.

 

 

Certo che con il cosiddetto progresso molte cose sono cambiate, la nostra vita, le nostre abitudini si sono trasformate, così come anche i nomi con qui si identificava un negozio oppure una professione sono state ingoiate dalla dimenticanza popolare in nome di una smania travolgente e inutile di fare apparire tutto più bello, più elegante, ma soprattutto moderno.

Infatti al giorno d’oggi non si trova (quasi più) un negozio come la famosa Salumeria, il Fruttivendolo, il Ferramenta, la Latteria, la Fiaschetteria, la Polleria e tanti altri. Sono anche in via di estinzione anche i Panifici, le Macellerie.

Tutte queste botteghe, negozi, avevano i loro clienti e se li tenevano ben stretti, li trattavano bene e con riguardo, ogni nuovo cliente era una conquista e più clienti aveva un negozio più prestigio esso acquisiva ed il più delle volte il cliente assiduo conosceva personalmente i gestori del negozio. Con il tempo si creava spesso molto più di un rapporto commerciale tra il venditore ed il cliente. In molti casi nasceva una stima reciproca che spesso sfociava in amicizia.

Non era raro trovare nei negozi, appeso in bella vista, l’allora arcinoto cartello che affermava: “Il Cliente ha sempre ragione.” Chiaro segno del rispetto che i negozianti avevano per i clienti.

Oggi quasi tutti i negozi al dettaglio, al giorno d’oggi, si chiamano “Megastore” Supermarket” “Ipermarket” ecc. e questi super negozi da migliaia di metri quadrati, contengono tutta la mercanzia possibile e immaginabile dei negozi “spariti” dai nostri paesi, ingoiati da mega gruppi finanziari-commerciali, che in pochi anni oltre ai cambiamenti che abbiamo tutti sotto gli occhi, son riusciti a trasformare le persone, facendo perdere la loro dignità di essere clienti, riducendoli  ad essere dei semplici, anonimi consumatori.

Ma non solo. Quando una persona arriva in queste strutture, non solo è un semplice consumatore, ma come per magia……taaac..diventa anche un inserviente. Infatti grazie alla sua collaborazione, questi sconfinati esercizi commerciali, possono fare a meno di impiegare del personale che sarebbe indispensabile, così il cliente ora consumatore senza volerlo, inconsapevolmente si rende complice di quel sistema che tende ad eliminare ogni forma di socialità, con la conseguente drastica riduzione del personale. D’altronde cosa può fare il cliente? Nulla, se vuole acquistare certi prodotti deve servirsi da solo, non ha scelta! Naturalmente lui non ha nessun tipo vantaggio, mentre ne ha tantissimi la cassa del mega-negozio.

Quando il consumatore, entra orgogliosamente nel negozio, si pesa la verdura, prende il sacchettino che paga anche fiscalmente e  attacca  l’etticchetta, si prende il pane e lo mette nel sacchetto, se ci sono dei dispenser di detersivi se lì riempie, prende tutto il resto e si avvia trionfante verso la lunga serie di casse, di cui, come al solito, solo una è aperta, con l’immancabile coda di persone, ma se ha fretta e vuole saltare la fila, c’è la cassa automatica, dove da solo passa allo scanner tutto quello che ha acquistato, lo metti nelle borse, estrai il bancomat (così anche la banca gli manda un sorriso) ed esce, insalutato e ignorato da tutti, dopo aversi anche servito da solo.

Questo “moderno” sistema applicato, soprattutto nei market alimentari è stato accettato dai consumatori di buon grado, infatti non ci sono mai state proteste e visto che è così in quasi tutti i negozi, significa che funziona , ormai la gente digerisce tutto e la grande distribuzione l’ho ha capito da tempo. Infatti sono già attivi in molte città dei market, dove esistono solo casse automatiche, non esistono più i banconi dei salumi, del pesce, della carne. Tutto è confezionato.

 Per il momento e per fortuna c’è ancora qualche eccezione. Nella nostra Valle esiste ancora un fornito market, dove nel reparto orto-frutta ci sono delle commesse che ti servono, pesano e insacchettano ciò che hai scelto e per di più alla cassa di viene sistemata la merce con competenza e riguardo nella borsa.

Onore a chi gestisce questo negozio, rimasto ancora a misura d’uomo, che di questi tempi dà lavoro e qualità ai suoi clienti. Il suo proprietario o gestore che sia, meriterebbe un encomio, un premio da parte delle istituzioni, ma come si sa nel nostro Paese chi crea e dà lavoro non fa notizia è non è visto di buon occhio.

Ma non sono solo i market che sfruttano i clienti, pensiamo a tanti bar dove leggi; “Non si fa servizio al tavolo.” E quindi ti prendi la tua consumazione al bancone e vai sederti al tavolo, se non la rovesci a terra o ti scontri con qualcuno, ma leggi anche: “Non serviamo al banco” e qui devi subito andare a sederti, sperando che prima di sera venga qualcuno a prendere l’ordinazione. In qualche altro devi anche provvedere al pagamento automatico, devi infilare i soldi in una macchinetta automatica che però ti dà anche il resto, mentre il barista è lì che ti guarda se inserisci bene le monete, altrimenti ti dice lui come fare, così tu sei entrato come cliente al bar per un caffè e nel frattempo esci che hai fatto il cameriere e anche il cassiere. Bellissimo questo tipo di progresso, pagare per lavorare!

Cosa dire, poi, dei distributori di carburante, che si propongono ai clienti con un miserabile sconto a condizione che si facciano rifornimento da soli, mentre quello che sarebbe il benzinaio se ne sta seduto a incassare, ma il massimo della trasformazione del cliente in un consumatore è raggiunto da quelle persone che spendono un centinaio di euro per una maglietta con stampato sopra qualche noto marchio di moda e orgogliosamente girano per spiagge, sagre e per ogni dove a pubblicizzare una marca multinazionale  che spende milioni di euro in pubblicità su giornali e televisioni, mentre lui, dopo aver pagato per bene la sua favolosa t-shirt , la pubblicità la fa gratis. Che benefattore!  


 

Questo è il progresso secondo i grandi economisti, un sistema che ha sostituto il lavoratore dipendente con il cliente, trasformato in un involontario complice di chi vuole eliminare ogni forma di manodopera umana, avendo come unico obiettivo la continua crescita del loro, già lauto, guadagno.

Passare da cliente a inserviente è un attimo. Ricordando quel vecchio detto “Il cliente ha sempre ragione.” Sarebbe arrivato il momento di aggiornarlo più o meno così: ”Il cliente non è più niente!”

Poveri lavoratori, poveri clienti, povera Italia.


 

 

 


 

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